Biblioteca (lettura pubblicata dalla BBT the bhaktivedanta book trust international)



Ginevra, Svizzera — 7 Giugno, 1974
Il nostro unico dovere
Krishna ci insegna a tornare da Lui e pertanto tutto
ciò che facciamo in questa vita dovrebbe essere
diretto ad ottenere questo risultato
di Sua Divina Grazia
A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
Fondatore Acarya dell' Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna

arjuna uvaca
kim tad brahma kim adhyatmam
kim karma purusottama
adhibhutam ca kim proktam
adhidaivam kim ucyate
“Arjuna chiese: O mio Signore, o Persona Suprema, che cos’è il Brahman? Che cos’è il sé? Che cosa sono le attività interessate? Che cos’è questa manifestazione materiale? E chi sono gli esseri celesti? Ti prego, spiegamelo.” – Bhagavad-gita 8.1

Questi sono gli aspetti della conoscenza. All’inizio Arjuna chiede, kim brahma: “Che cos’è il Brahman?” Brahman significa il più grande. È già il più grande, ma continua a crescere. Questo è brahman. Per esempio, questo universo è già immenso, ma sta crescendo. La scienza moderna dice che l’universo sta crescendo. Nella nostra filosofia Vaisnava, “il più grande” significa Krishna, perché Egli è il più ricco, il più forte, il più saggio, il più bello. Sotto tutti questi aspetti Egli è il più grande. Se un uomo è molto ricco, nella società è considerato il più grande, ma nessuno può possedere tutte le ricchezze del mondo. Solo Krishna lo può. Krishna possiede tutte le ricchezze del mondo. Sarva-loka-mahesvaram [Bhagavad-gita 5.29]. Krishna dice: “Io sono il mahesvaram, il proprietario supremo di tutti i pianeti.” In verità Krishna è Parabrahman; Egli non solo è Brahman, ma anche Parabrahman, il Brahman Supremo. Questo è accettato dalle autorità spirituali. Kim adhyatmam. Atma significa il corpo, il sé o la mente. Arjuna però chiede: “Qual è il vero significato di atma?” Atma significa l’anima. Voi siete atma ed io sono atma. Ciascuno di noi è una minuscola particella che fa parte di Krishna. Kim karma. Karma significa attività. Siamo sul piano materiale.

L’attività è necessaria nel mondo materiale, dove senza attività non si ottiene niente. Qui si deve tenere insieme l’anima e il corpo e pertanto è necessario lavorare. Le attività possono essere molteplici, ma una persona deve lavorare. Si può agire come brahmana, come ksatriya o come vaisya o sudra. A Vaikhunthaloka, nel mondo spirituale, si può vivere eternamente senza lavorare, senza alcun sforzo. Vaikhuntha significa “senza ansietà”. Qui invece siamo pieni di ansia. Purusottama. Arjuna si rivolge a Krishna chiamandoLo Purusottama – uttama-purusa. Ci sono tre tipi di purusa. Purusa indica il maschio o colui che gode. Uttama-purusa, madhyama-purusa, adhama-purusa. Adhama indica il più basso. Anche noi siamo purusa o quanto meno abbiamo assunto la posizione di purusa per godere nel mondo materiale. Noi però siamo adhamapurusa. Di nuovo, adhama indica il livello più basso. Non possiamo godere indipendentemente. Abbiamo bisogno di molte circostanze favorevoli. Per esempio senza la luce del sole non possiamo vedere, ma molto orgogliosi della nostra vista, diciamo: “Puoi mostrarmi Dio?” Ebbene, pensate di poter vedere Dio? Senza la luce del sole non potete vedere e tuttavia siete così orgogliosi della vostra vista. Krishna è il Purusottama, l’uttamapurusa. L’Anima Suprema che è in una posizione intermedia tra Krishna e noi, è il madhyama-purusa.

Adhibhutam: i cinque elementi che compongono la materia. Arjuna desiderava sapere tutto da Krishna perché Lo aveva accettato come suo autorevole maestro spirituale. Se non si accetta che qualcuno sia adatto ad essere la nostra autorità, non si può avere un maestro spirituale. Si deve essere pienamente soddisfatti dalle autorevoli affermazioni del maestro spirituale. Non si può discutere. Questo è il principio dell’autorità.

Adhidaivam: gli esseri celesti. Gli esseri celesti controllano gli affari che riguardano l’universo. Per la pioggia è responsabile l’essere celeste conosciuto come Indra. Per il calore e la luce, l’essere celeste incaricato è Suryadeva. Candradeva, il deva della luna, è responsabile della crescita dei vegetali. Tutti questi esseri celesti sono stati potenziati da Dio, la Persona Suprema, di cui sono rappresentanti. Ci sono trentatre crore di esseri celesti [un crore=dieci milioni], che controllano anche le nostre attività. Ora il verso 8.2: adhiyajnah katham ko ’tra dehe ’smin madhusudana prayana-kale ca katham jneyo ’si niyatatmabhih.


Adhiyajnam. Adhiyajna è Dio, la Persona Suprema, Narayana o Visnu. Katham ko ’tra dehe ’smin madhusudana: “Dove vive nel corpo Adhiyajna, l’Anima Suprema?” Prayana-kale ca katham jneyo ’si niyatatmabhih: “Come possono meditare su di Te gli yogi o i devoti al momento della morte?” sri-bhagavan uvaca aksaram brahma paramam svabhavo ’dhyatmam ucyate bhuta-bhavodbhava-karo visargah karma-samjnitah adhibhutam ksaro bhavah purusas cadhidaivatam adhiyajno ’ham evatra dehe deha-bhritam vara “Dio, la Persona Suprema, disse: L’essere vivente, indistruttibile e trascendentale, è chiamato Brahman, e la sua natura eterna è chiamata adhyatma, il sé. L’insieme delle azioni che determinano i corpi di cui l’essere si rivestirà è chiamato karma, ossia attività interessata. “O migliore tra gli esseri incarnati, la natura fisica, che è in perenne mutamento, è definita adhibhuta [manifestazione materiale]. La forma universale del Signore, che include tutti gli esseri celesti, come il deva del sole e quello della luna, è definita adhidaiva e Io, il Signore Sovrano, che abito nel cuore di ogni essere come Anima Suprema, sono definito adhiyajna [il Signore del sacrificio].” [Bg. 8.3-4]


RICORDARE KRISHNA AL MOMENTO DELLA MORTE

Dopo aver spiegato tutti questi termini – adhibhutam, adhiyajnam, l’Anima Suprema, la creazione materiale e Purusottama – Krishna dice [Bg. 8.5]: anta-kale ca mam eva smaran muktva kalevaram yah prayati sa mad-bhavam yati nasty atra samsayah Questo è lo scopo ultimo della coscienza di Krishna. Anta-kale: “al momento della morte,” “alla fine della vita”; ca mam: “di Me”; eva: “certamente”; smaran: “ricordando”. L’adorazione delle divinità ha questo scopo particolare. Se continuate a adorare le divinità di Radha e Krishna, spontaneamente vi abituerete a pensare sempre a Radha-Krishna nel vostro cuore. Questa pratica è necessaria. Anta-kale ca mam eva smaran muktva. Chi ricorda Krishna al momento della morte ottiene la mukti. Mukti significa non prendere più corpi materiali. Ora noi siamo condizionati dai nostri corpi materiali. Nel mondo materiale cambiamo un corpo dopo l’altro, ma non abbiamo la liberazione, non c’è la liberazione. La mukti non si ottiene semplicemente cambiando corpo. Mukti significa cambiare questo corpo e non accettare più corpi materiali rimanendo nel nostro corpo spirituale. E’ come guarire da una malattia e ottenere di nuovo il nostro corpo originale pieno di salute. Non è vero che la mukti significhi diventare privi di forma. No. Ancora lo stesso esempio: se soffrite per la febbre, guarire da essa non significa diventare privi di forma. Perché dovreste perdere la vostra forma?

Essa c’è ancora ma non è più disturbata dalla febbre. Allo stesso modo un serpente lascia la sua pelle vecchia ma rimane nel corpo, lascia la copertura esterna che gli è cresciuta addosso. Io ho già il mio corpo originale, ma esso è coperto da questo cappotto materiale che costituisce questo corpo. Quando non c’è più una copertura materiale allora c’è la mukti. Questo si ottiene quando si torna da Krishna, si torna a casa da Dio. In quel momento non si diventa privi di forma; la forma rimane. Come io ho la mia forma individuale, così Krishna ha la Sua. Nityo nityanam cetanas cetananam [Katha Upanisad 2.2.13]: Krishna è il sovrano di tutti gli esseri viventi. Si può ottenere la mukti se si è in grado di ricordare Krishna al momento della morte. Questo è possibile. Se siamo abituati a pensare sempre a Krishna, al momento della morte penseremo a Lui spontaneamente. Se siamo così fortunati da pensare a Krishna – alla Sua forma – allora ci libereremo dalla materia. Non più corpi materiali. Questa è la coscienza di Krishna, che dobbiamo praticare.


SENZA DUBBIO TORNEREMO DA KRISHNA

Qui si dice, yah prayati sa mad-bhavam yati. Mad-bhavam indica la natura spirituale o il mondo spirituale. Questo mondo è anch’esso di Krishna, ma non è il mondo spirituale. E’ il mondo materiale. Abbiamo già spiegato che Krishna ha due energie, una materiale ed una spirituale. Il mondo materiale è la manifestazione dell’energia materiale di Krishna. Egli possiede anche un mondo spirituale, perché anche l’energia spirituale fa parte delle Sue energie. Poiché Krishna resta sempre nel mondo spirituale, Egli dice mad-bhavam, “La Mia natura spirituale.” Questo metodo è semplice. Yati: “Egli torna da Dio.” Na asti atra samsayah: “Non dubitate di questo.” Se avete scelto Krishna come autorità suprema ed Egli dice di non dubitare di questo, allora perché dovreste essere dubbiosi? Perché non vi fidate di Krishna? Questo è il metodo: cantate Hare Krishna e ricordate sempre Krishna. La morte può sopraggiungere ad ogni momento. Non c’è garanzia di morire solo tra molto tempo. Si può morire ad ogni istante. Non c’è nessuna certezza sul momento della morte; quello che è certo è che si deve morire. Questo è certo. Perciò dobbiamo essere sempre pronti a morire. Un devoto non teme la morte.


LA MORTE PUO' SOPRAGGIUNGERE IN OGNI MOMENTO

Al giorno d’oggi morire è molto facile. Usiamo macchine, aeroplani, navi e altri mezzi di trasporto e in ogni istante c’è il pericolo che possa capitare un incidente. Perciò dobbiamo essere sempre preparati a morire. Non c’è nessuna certezza: “Non sono ancora abbastanza vecchio. Non ho ancora ottanta o novanta anni. Perché dovrei morire?” No. Puoi avere venti anni, venticinque anni, puoi essere anche più giovane, la morte è certa e può venire ad ogni istante. Quindi il nostro unico dovere è pensare a Krishna, Purusottama, in modo tale che in qualsiasi momento moriamo otterremo la salvezza spirituale. Questo è il nostro unico dovere. Non abbiamo altro dovere se non quello di ricordare Krishna ventiquattro ore al giorno. Questo è il metodo più elevato della perfezione dello yoga. Yoginam api sarvesam mad-gatenantar-atmana [Bg. 6.47]: “Il più elevato degli yogi è colui che pensa sempre a Me.” Il maha-mantra Hare Krishna è così bello che non appena tu canti Hare Krishna, ti ricordi di Krishna. Continua a cantare e così ricorderai. Se viene la morte mentre canto e mi ricordo di Krishna, cosa ho da temere? Sto andando da Krishna, torno a casa, a casa da Dio. È meraviglioso. Siate sempre impegnati nella coscienza di Krishna. Cantate il mantra Hare Krishna. Non avrete niente da temere in questa vita e ritornerete a casa, da Dio. È una cosa meravigliosa.

Vi ringrazio moltissimo.